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Il Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano (la cui sede è a Vallo della Lucania) si estende da Agropoli-Castellabate (nord) a Scario (sud) e verso l'interno fino a Teggiano.
La costa si estende per circa 100 Km, è  in prevalenza rocciosa e bagnata dal limpidissimo mare che da anni assicura a diverse località l'assegnazione della prestigiosa Bandiera blu d'Europa e delle Vele di Lega ambiente.
Le vette del Cilento interno arrivano a sfiorare i 2000 metri e sono ricche di vegetazione  e di esemplari faunistici appartenenti a specie assai rare.

La varietà e la complessità della geologia e della geomorfologia del Cilento hanno fortemente influito sugli aspetti vegetazionali e floristici di questo comprensorio. La sua emarginazione rispetto a luoghi più noti e turisticamente frequentati, la impervia inaccessibilità di tanti ambienti montani e fluviali, la limitata pressione antropica di tipo sia insediativo che industriale, l'assenza di una agricoltura industrializzata, la bassa densità abitativa fanno di questo promontorio meridionale un sito privilegiato anche per quanto riguarda gli aspetti floristici e vegetazionali. Tutto ciò spiega l'elevato numero numero di specie botaniche endemiche, cioè esclusive di quest'area. Tra le altre si possono citare la famosissima primula di Palinuro (Prìmula palinuri), il garofanino rupestre (Dianthus rupicola), la ginestra del Gasparrini (Genista ephedroides), il cardo di Creta (Cirsium creticum) e, tra le piante acquatiche presenti nei numerosi corsi d'acqua, la coda di cavallo (Hippuris vulgaris) e l'equiseto variegato (Equi-setum variegatum).

In merito alla fauna il maggior carnivoro della zona resta il lupo (Canis lupus). Si tratta di animali molto timidi e diffidenti che rifuggono dalla presenza dell'uomo. Molto più comuni e visibili il tasso (Meles meles) e soprattutto la volpe (Vulpes vulpes) che batte i boschi, i coltivi e soprattutto gli ambienti cespugliati e incolti ricchi di siepi e di prode ove più abbondanti sono le sue prede, costituite per lo più da piccoli roditori ed insettivori. E' facile incontrare, un po' ovunque, le tracce inconfondibili della lepre (Lepus europaeus), un lagomorfo di grande interesse che la chiusura della caccia seguita alla istituzione del Parco Nazionale ha in questi ultimi tempi piuttosto favorito.

   

 
   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   
 
   
 


 

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